La quinta stagione: aspettando il Natale

La quinta stagione: aspettando il Natale

Lenta, calda, avvolgente, all’inizio malinconica e, infine, frenetica. La quinta stagione esiste solo per un determinato tipo di persone: quelle che hanno una spiccata passione per il Natale.

Io sono tra queste e continuerò a scrivere usando il “noi”.

La quinta stagione ha inizio con la fine delle vacanze estive e l’arrivo di Settembre. Dapprima ci sentiamo malinconici, ma sappiamo che dobbiamo andare avanti, che le belle giornate stanno per concludersi e, se nella mente ci sfiora il pensiero del Natale, ci sentiamo felicissimi.

Se stai pensando che la quinta stagione e l’autunno coincidano, significa che non fai parte delle persone di cui parlavo all’inizio. No no!

L’autunno è il tepore dei primi maglioni, la magia di vedere la luce dentro casa quando si torna la sera, la voglia di cucinare, di accendere il forno, d’impiattare coi colori meravigliosi di questo periodo, di andare al cinema, di svegliarsi sotto i primi piumoni leggerini, di sentire il bisogno della prima sciarpa dopo un pomeriggio con l’aria frizzantina in faccia.

La quinta stagione si fa accompagnare da tutto questo calore di colori, profumi, ma la sua essenza è l’attesa e va ben oltre il meteo e le ricorrenze tinte di arancio.
Noi stiamo aspettando che arrivi il Natale!
Stiamo pensando a quale tovaglia scegliere, a quali bicchieri utilizzare, a quali regali fare, a cosa chiedere a Santa Lucia (perchè a Bergamo è più attesa di Babbo Natale), stiamo sognando ad occhi aperti di scovare una pasticceria sconosciuta, che faccia un panettone da urlo.
E stiamo pensando agli addobbi.
E allora facciamo seccare fiori, raccogliamo pigne e bacche durante passeggiate in montagna, guardiamo fisso il calendario per capire quale potrebbe essere il fine settimana adatto ad una gita ai mercatini, andiamo alla ricerca di carte e nastri possibilmente di colori diversi dall’anno precedente, acquistiamo miscugli per caffè o tisane con un bel “christmas” messo davanti, che è un modo per capire che dentro ci saranno cannella e chiodi di garofano e sapremo che, magari non le berremo, ma abbiamo la certezza che il loro profumo in casa ci farà godere.
Sta arrivando il Natale…yeahhh…fanc*** se farà freddo, se pioverà tanto, se una nevicata ci bloccherà in mezzo al traffico: lui arriverà!

Io, nella mia piccola fioreria, aspetto TE che sei a conoscenza dell’esistenza della quinta stagione per realizzare tante decorazioni.
Man mano decideremo corsi e date. Se hai idee da suggerire scrivimele e…Buona attesa!

Crescere pollicini verdi: i bambini e la natura

Crescere pollicini verdi: i bambini e la natura

Sono una fioraia, ma sono soprattutto una mamma e i miei pensieri lungimiranti riguardano essenzialmente i miei bambini. Vorrei per loro un futuro rispettoso degli altri e dell’ambiente: in famiglia cerchiamo di cucinare utilizzando prodotti locali, c’impegniamo nella raccolta differenziata. Stiamo cercando di ridurre l’utilizzo della plastica, abituando i bambini alle borracce anziché alle bottigliette e utilizzando spazzolini da denti in bambù.
I bambini sono il futuro ed educarli è un nostro dovere. Non sto parlando di buone maniere: sto andando oltre. Crescere pollicini verdi significa abituare i bambini ad apprezzare la natura, a rispettarla, a capire da quali piante provengono le verdure che ci piacciono.

Avvicinarsi alla natura

Che si possieda un terrazzo o un giardino, i bambini possono aiutarci a rinvasare piante, a piantare primule, a curare l’innaffiatura costante, a coltivare piccole pianticelle da orto.
Vedere crescere gli ortaggi è molto importante: invoglia i piccolini a consumare più frutta e verdura e a comprendere che la pazienza è fondamentale. Perchè in natura non si possono accelerare i tempi: un pomodoro lo puoi raccogliere solo quando è rosso, altrimenti il tuo lavoro non è servito a niente. Saranno felicissimi di raccoglierli e questa gioia sarà dovuta anche al fatto che hanno saputo aspettare il momento giusto.

I miei bambini non tollerano i momenti di noia, ma ogni tanto mio papà permette loro di aiutarlo con il giardinaggio. Osservandoli, mi rendo conto che imparano ad apprezzare anche i piccoli gesti e a comprendere cosa significhi prendersi cura di qualcosa. Piantare l’insalata e vederla crescere in poco tempo è per loro una magia e li aiuta a crescere con orgoglio e autostima.

Non pensare che sia un’attività che possa intrattenerli solo con la bella stagione, anzi! L’arrivo del freddo fa comprendere loro che in autunno si raccolgono altri frutti, che l’estate è come una mamma che nutre i propri bimbi nella pancia: cachi, castagne, corbezzoli…
Sarebbe carino se in primavera gli mostrassimo la fioritura di tali piante e, in estate, i frutti acerbi.

Possiamo chiedergli un aiuto per proteggere le piante che non possono prendere freddo (e che non tollerano gli ambienti riscaldati) con plastica o TNT. O, ancora, possiamo insegnare loro a piantare bulbi, spiegando che la terra li cullerà fino al primo caldo, cioè fino al momento in cui spunteranno per fare belle mostra dei loro colori.

Magari da grandi non continueranno a curare le piante, perchè avranno sviluppato altri interessi, ma sono convinta che sporcarsi le mani con la terra sia una tappa fondamentale all’interno di un percorso educativo.