Sono una fioraia, ma sono soprattutto una mamma e i miei pensieri lungimiranti riguardano essenzialmente i miei bambini. Vorrei per loro un futuro rispettoso degli altri e dell’ambiente: in famiglia cerchiamo di cucinare utilizzando prodotti locali, c’impegniamo nella raccolta differenziata. Stiamo cercando di ridurre l’utilizzo della plastica, abituando i bambini alle borracce anziché alle bottigliette e utilizzando spazzolini da denti in bambù.
I bambini sono il futuro ed educarli è un nostro dovere. Non sto parlando di buone maniere: sto andando oltre. Crescere pollicini verdi significa abituare i bambini ad apprezzare la natura, a rispettarla, a capire da quali piante provengono le verdure che ci piacciono.

Avvicinarsi alla natura

Che si possieda un terrazzo o un giardino, i bambini possono aiutarci a rinvasare piante, a piantare primule, a curare l’innaffiatura costante, a coltivare piccole pianticelle da orto.
Vedere crescere gli ortaggi è molto importante: invoglia i piccolini a consumare più frutta e verdura e a comprendere che la pazienza è fondamentale. Perchè in natura non si possono accelerare i tempi: un pomodoro lo puoi raccogliere solo quando è rosso, altrimenti il tuo lavoro non è servito a niente. Saranno felicissimi di raccoglierli e questa gioia sarà dovuta anche al fatto che hanno saputo aspettare il momento giusto.

I miei bambini non tollerano i momenti di noia, ma ogni tanto mio papà permette loro di aiutarlo con il giardinaggio. Osservandoli, mi rendo conto che imparano ad apprezzare anche i piccoli gesti e a comprendere cosa significhi prendersi cura di qualcosa. Piantare l’insalata e vederla crescere in poco tempo è per loro una magia e li aiuta a crescere con orgoglio e autostima.

Non pensare che sia un’attività che possa intrattenerli solo con la bella stagione, anzi! L’arrivo del freddo fa comprendere loro che in autunno si raccolgono altri frutti, che l’estate è come una mamma che nutre i propri bimbi nella pancia: cachi, castagne, corbezzoli…
Sarebbe carino se in primavera gli mostrassimo la fioritura di tali piante e, in estate, i frutti acerbi.

Possiamo chiedergli un aiuto per proteggere le piante che non possono prendere freddo (e che non tollerano gli ambienti riscaldati) con plastica o TNT. O, ancora, possiamo insegnare loro a piantare bulbi, spiegando che la terra li cullerà fino al primo caldo, cioè fino al momento in cui spunteranno per fare belle mostra dei loro colori.

Magari da grandi non continueranno a curare le piante, perchè avranno sviluppato altri interessi, ma sono convinta che sporcarsi le mani con la terra sia una tappa fondamentale all’interno di un percorso educativo.